Perché abbiamo il cognome? Dalle sua storia alla sentenza della Corte Costituzionale in Italia

di Redazione

Perché abbiamo il cognome? Dalle sua storia alla sentenza della Corte Costituzionale in Italia

| venerdì 06 Maggio 2022 - 20:34

Lo sapevi che l’Italia -fino a pochi giorni fa- era l’unico Stato in tutto il continente Europeo a dare ancora il cognome del padre in automatico ai figli? La stessa cosa si fa solo nei Paesi dove c’è la sharia, cioè la legge islamica applicata anche dai talebani, nelle due Coree, e in alcuni Paesi africani come -per dirne alcuni- Burkina-Faso, Burundi e Tanzania.
Ma partiamo dall’inizio: ti sei mai chiesto perché esiste il cognome e da dove viene fuori?
Sappiamo tutti che è uno strumento usato dagli Stati per identificare i propri cittadini e iscriverli all’anagrafe; ma se cerchi nel dizionario, troverai due definizioni di cognome: “nome di famiglia”, oppure “soprannome”. La spiegazione la troviamo nell’antica Roma.

Dalla storia all’attualità: nel nostro Paese per troppo tempo siamo rimasti indietro, troppo legati a una società di stampo patriarcale, ai costumi di un’epoca che ormai non esiste più. Malgrado perfino la Corte europea dei diritti umani in passato abbia condannato l’Italia, siamo dovuti arrivare alla sentenza del 27 aprile 2022, con cui finalmente la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le norme che impongono di dare automaticamente ai figli il cognome del padre.
Adesso la palla è passata al Parlamento, che deve approvare una legge apposita, nel frattempo il nuovo standard prevede che i nuovi nati abbiano il cognome di entrambi i genitori. C’è chi dice che sia solo un cavillo, o che siano altre le priorità di cui parlare, ma il cambiamento e il cammino verso il superamento delle disparità di genere passa anche attraverso queste conquiste.

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