Rimasto senza lavoro e senza casa, e quindi costretto a dormire in un’auto prestatagli da un conoscente, ha maturato il pensiero che qualcuno ogni tanto concepisce. Ovvero, meglio farsi arrestare così almeno vitto e alloggio sono sicuri.
Il protagonista dell’arresto «per necessità» è un 35enne egiziano incensurato, rimasto da circa un mese senza il negozio di ortofrutta da lui gestito a Porto Viro, vicino alla sede dell’Ente Parco del Delta del Po, nel Rodigino. La chiusura è intervenuta a seguito di un’ispezione delle forze dell’Ordine che gli hanno fatto abbassare le serrande per problemi legati alla Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) per delle presunte irregolarità legate ad un’eccessiva occupazione di spazio rispetto a quello autorizzato. Un rovescio che lo straniero non ha saputo sistemare e che in un battibaleno gli ha completamente mandato all’aria la vita, lasciandolo senza lavoro e senza casa.
È quanto ha dichiarato il 24 agosto il 35enne (seguito dall’avvocato Anna Osti) al giudice di Rovigo dopo aver messo in atto il suo piano ed esser stato arrestato domenica sera dentro la Questura di Rovigo per tentato furto. Il piano concepito dallo straniero era piuttosto semplice. Scavalcare la recinzione della Questura rodigina, e salire su una volante senza far altro. Un atteggiamento ritenuto dal 35enne sufficientemente grave da far scattare l’arresto, come in effetti è avvenuto. E così, l’altra notte, l’uomo ha messo a segno il piano. Ha scavalcato la recinzione che delimita gli uffici della Polizia di Stato e, una volta all’interno, si è messo a cercare una volante. Qui ha cercato con successo di aprire la portiera ed è entrato nell’abitacolo, restando in attesa dell’intervento degli agenti. Questione di pochi attimi, dato che il personale in servizio si è accorto subito dell’intrusione del 35enne egiziano e lo ha bloccato immediatamente. La ricostruzione dei fatti ha indotto gli operanti ad agire contro l’egiziano dichiarandolo in arresto per tentato furto dell’auto di servizio.