La vittoria gli è stata restituita mesi dopo, con una classifica riscritta e una medaglia diventata finalmente del colore giusto. Il momento del traguardo, però, nessuno potrà restituirlo a Massimo Giacopuzzi: l’ingresso da vincitore in piazza del Popolo a Faenza, gli applausi degli ultimi chilometri, il podio del Passatore vissuto dal gradino più alto. Per questo una sentenza del Tribunale di Ravenna ha riconosciuto per la prima volta in Italia il danno esistenziale, oltre a quello d’immagine, a un atleta che si è visto sottrarre la vittoria dal doping di un avversario. Il giudice Gianluca Mulà ha condannato il primo classificato della Cento Chilometri del Passatore 2024 a risarcire con 4 mila euro, più le spese legali, l’ultramaratoneta veronese, certificando che anche quello sportivo è un bene tutelabile. «Chiunque abbia fatto sport sa che le gare si vincono il giorno della gara e tagliando il traguardo – racconta Giacopuzzi -. Le assegnazioni postume sono ben accette, però la gara si vince lì. C’era mio figlio ad attendermi al traguardo, perché gli avevo promesso che l’avremmo tagliato insieme da vincitori, invece sono risultato secondo. Adesso si scopre che sono io il legittimo vincitore. Nessuno però mi ridarà mai quel momento».
Veronese, residente in Valpolicella, pratica agonismo da trent’anni: bici, triathlon, Mondiali, due Ironman alle Hawaii, poi la corsa lunga. «Dopo il Covid mi sono concentrato sulla corsa, con un obiettivo: vincere il Passatore». La gara del 25 maggio 2024 doveva essere il compimento. Nel 2021 era arrivato terzo, nel 2022 secondo, nel 2023 la corsa era saltata per l’alluvione. «È l’ultramaratona per eccellenza – precisa -: per blasone, storia e partecipazione del pubblico non ha eguali». Durante la corsa da Firenze a Faenza, però, era spuntato un rivale inatteso, partito dalle retrovie e capace di un recupero tale da far nascere dubbi già lungo il percorso. I controlli hanno infatti portato alla squalifica di Federico Furiani, positivo, secondo le comunicazioni sportive, a sostanze dopanti.