Le tensioni sono durate due ore durante un doppio presidio: evitati i contatti tra i due gruppi, nessun ferito
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Due ore di tensione, una carica di alleggerimento di polizia e carabinieri nei confronti degli attivisti del Django (è volata qualche manganellata, subito contestata) e, fra scambi reciproci di insulti e slogan, via Venier completamente paralizzata. Con pesanti disagi anche in viale Fratelli Bandiera, almeno finché il centro sociale non è stato fatto arretrare verso la stazione. È il bilancio della doppia manifestazione avvenuta lunedì sera, alle 19.30, di fronte al parcheggio multipiano Dal Negro a Treviso, con il Django che, a partire dalle 18, ha tentato di boicottare il presidio annunciato da «Prima i trevigiani» contro i bivacchi di migranti nel park e, più in generale, contro quello che viene definito «il degrado causato dall’immigrazione incontrollata in tutta la città». «Non ci siamo solo noi, ma i residenti del quartiere» ha affermato Leonardo Campion, presidente di Prima i trevigiani, di fatto una «costola» di Fratelli d’Italia che tuttavia, proprio ieri, non ha esitato a parlare di «remigrazione», termine prediletto da Futuro Nazionale e dal suo leader Roberto Vannacci.