Sulle note di Futura di Lucio Dalla (scelta come ‘inno del partito’ anche se sconosciuta a dirigenti e militanti), si è chiusa a Roma l’assemblea costituente di Futuro Nazionale. Un’assise che non prevedeva voti o decisioni comuni, ma solo l’acclamazione del capo, Roberto Vannacci. Tra i circa duemila delegati, ci sono alcune vecchie conoscienze della politica italiana ora riciclate nella Sporca Dozzina di Vannacci, come Mario Borghezio o gli uomini di Gianni Alemanno, in procinto di uscire dal carcere. Ma ci sono sono soprattutto in gran parte militanti o dirigenti locali in uscita dagli altri partiti del centrodestra, soprattutto Lega e Fratelli d’Italia. E forse è anche per questo che, nonostante i toni duri usati dal palco contro il governo e la maggioranza, quasi tutti gli intervistati in platea si augurano che al momento delle elezioni politiche, Futuro Nazionale entri nella coalizione di centrodestra, al massimo obbligando Meloni e Salvini a scegliere tra i ‘futuristi’ e Forza Italia. Tra richiami al Ventennio fascista, preghiere e scontri con la stampa, ecco il videoracconto del debutto da leader politico dell’eurodeputato, ex generale ed ex vicesegretario leghista Roberto Vannacci