«Abbiamo capito cosa mi è successo a Parigi. Potrebbe ricapitare». È onesto, Jannik Sinner, nel rispondere alle domande dei cronisti dopo la vittoria in tre set sul portoghese Nuno Borges al secondo turno di Wimbledon. Sul malore che l’ha messo fuori gioco con Cerundolo junior al secondo turno di Parigi, sta riflettendo dal 28 maggio, giorno dell’eliminazione. A Londra sta facendo di tutto per impedire che riaccada: giubbotto refrigerante nei primi bollenti giorni in Church Road, frequenti cambi di maglietta nei match, asciugamano refrigerante al cambio di campo, pasticconi di sali come prevenzione. «Non è che la soluzione la trovi subito – spiega -, è qualcosa di più ampio di così. Stiamo facendo tutto il possibile. Speriamo che non accada più. E se risuccede, sapremo che la strada non è quella giusta e cambieremo».