Mamma Antonia, il padre Franco, il fratello Danilo. C’è anche lei, Lorena, ma è in una bara bianca, accompagnata e scortata fin dentro alla chiesa della Maria Regina.
Qui, nella parrocchia della famiglia Isceri, dove è arrivata da Firenze alle 10 di stamani, e dove adesso si sta celebrando una prima funzione privata, Lorena ci entrò per la prima volta per il suo battesimo. Ad attenderla, una sua immagine sorridente, affissa accanto all’ingresso dagli "amici della 144 strada".
Ricordi di infanzia e giovinezza, qui dove Lorena è nata, 45 anni fa, e cresciuta prima di lasciare la Puglia per i suoi studi e la sua carriera. Non viveva più a Squinzano, Lorena, ma fino a pochi giorni prima della tragedia aveva passato la vacanza con i genitori e i nipotini. Per il suo ritorno c’è un paese intero ad aspettare. Squinzano ha partecipato al dolore della famiglia. Ha pianto e vegliato, e oggi si ferma per il lutto cittadino proclamato dal sindaco. È attesa tanta gente anche oggi pomeriggio, alle 17. Più di quella che la chiesa possa ospitare. Transenne rivestite di rosso hanno creato un corridoio e uno spazio per chi ascolterà l’omelia da un maxischermo. Il rosso è anche alle finestre delle case del centro di Squinzano. Un pensiero di tutti per Lorena.
L’articolo di Stefano Brogioni, inviato a Squinzano (Lecce), continua sul nostro sito 📲
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