Una protesta del centro sociale Morion contro il posizionamento dello yacht da 117 metri in occasione del Redentore
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Uno striscione di 117 metri, srotolato nel blitz dei no global della mattina di sabato a Venezia, è il simbolo della protesta contro lo yacht di pari misura (117 metri) dell’ambasciatore statunitense di Trump, Tilman Fertitta, che il 17 luglio arriverà nella città lagunare per festeggiare l’Indipendenza e godersi il Redentore. Ed è in contemporanea, hanno annunciato gli attivisti, che scatterà la mobilitazione «contro le politiche guerrafondaie e autoritarie del presidente degli Stati Uniti». Lo striscione ha coperto in lunghezza la riva tra via Garibaldi e i Giardini, dove stamattina hanno manifestato i militanti in previsione dell’arrivo del diplomatico, che intanto sta circumnavigando l’Italia per celebrare i 250 anni dell’Indipendenza americana. Nel giorno del Redentore Fertitta è pronto a prendere posto in Bacino San Marco per godersi in prima fila lo spettacolo dei fuochi. Ma i no global a Venezia non ci stanno e il laboratorio Morion ha lanciato la manifestazione «Venezia non si Usa» per il 17 luglio in Campo San Zaccaria alle 18. Il diplomatico statunitense, informato, ha commentato: «Le persone hanno il diritto di protestare. Chiedo solo, per favore, non tiratemi nulla addosso». In laguna la protesta monta. «Mentre gli Usa portano avanti politiche guerrafondaie e autoritarie, l’ambasciatore organizza il tour sul suo mega yacht da 450 milioni di dollari – scrive il Morion – per celebrare i valori americani: guerra, complicità con il genocidio in Palestina, strapotere degli interessi economici, folle corsa al riarmo e presenza tentacolare di basi anche nei nostri territori». Come successo per le nozze di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, anche in questo caso Venezia si prepara a giornate intense dal punto di vista della sicurezza. (Antonella Gasparini)