Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali
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DAMS significa Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Si tratta di un corso di laurea che appartiene a una classe più ampia. Il nome ufficiale è L3, cioè le lauree in discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda. Il DAMS non è un’accademia. Il DAMS non è una scuola professionale. Non si tratta quindi di un corso universitario all’interno del quale si impara a disegnare, a dipingere, a eseguire performance di tipo musicale, teatrale eccetera eccetera. Si tratta di un corso universitario nel quale le diverse discipline che costituiscono il suo nucleo culturale didattico, quindi proprio quelle delle arti, sono analizzate insieme nella loro completezza, nelle relazioni reciproche che le tengono insieme e soprattutto alla luce di una metodologia forte basata sulle, lingue sulla letteratura e sulle scienze umane. Il piano di studi del DAMS è un piano estremamente variabile, che varia in base alla singola sede in cui i corsi di laurea in DAMS sono attivati, ma anche in base alle scelte degli studenti che hanno molto spesso la possibilità di inserire un ampio numero di esami a scelta o comunque da blocchi di scelta estremamente ampi. Quello che non può mancare mai al DAMS è una base forte di conoscenze legate alla letteratura, in particolare alla letteratura italiana alle lingue straniere alla storia in tutte le sue diverse declinazioni e alle discipline di carattere psicologico, pedagogico, sociale e economico, che danno quindi la possibilità di ragionare sulle arti da prospettive ancora più complete. Solitamente questi insegnamenti, se non tutti comunque una buona parte di questi insegnamenti, trovano spazio nel primo anno di corso DAMS. Negli anni successivi solitamente gli studenti del DAMS hanno la possibilità o di scegliere dei percorsi verticali diciamo così all’interno di una disciplina di elezione e quindi di privilegiare – che non significa dedicarsi solo ma privilegiare – per esempio insegnamenti di musica o di arte. Oppure di costruirsi dei percorsi di tipo trasversale che analizzano le arti, che attraversano le arti da prospettive particolari che sono quelle personali che interessano maggiormente allo studente o alla studentessa.Faccio un esempio: la performance. La performance è qualcosa che riguarda la musica, che riguarda il teatro, che riguarda l’arte contemporanea e che quindi attraversa i diversi ambiti. Ripeto: questo tipo di flessibilità è legato alla scelta dello studente che spesso può costruirsi una specie di vestito su misura, nonché alle politiche che poi sono adottate a livello di piano di studi da ogni corso di studi, da ogni sede.Per studiare DAMS serve molta curiosità. Questo è il punto centrale. Non serve una preparazione specifica in ingresso anche perché molte delle cose che vengono insegnate al DAMS non fanno parte dei curricula precedenti cioè quelli della scuola secondaria. Per studiare al DAMS serve una buona conoscenza della lingua italiana, una buona capacità di interpretazione del testo una buona capacità di ragionamento logico, e una cultura generale diciamo così media o buona. In alcune università questi sono proprio gli oggetti di verifica nei test di ammissione che talvolta ci sono per entrare al DAMS. Ma l’elemento davvero centrale è la curiosità, se posso dire: la passione nei confronti delle arti e delle forme di espressione culturali. Dal punto di vista degli sbocchi lavorativi professionali o di studi il DAMS apre delle strade che sono all’incirca paragonabili a quelle delle altre lauree di ambito umanistico I laureati del DAMS tendenzialmente si formano come operatori culturali, quindi ad ampio grado, operatori artistico-culturali ad ampio spettro. E lavorano in istituzioni pubbliche e private, in enti, società che si occupano di organizzazione, produzione, promozione della cultura e delle arti. Questa è la destinazione ideale. Dal punto di vista dei tassi occupazionali, almeno stando alle statistiche Almalaurea più recenti, quelle del 2026, a un anno dalla laurea all’incirca il 43% dei laureati DAMS è iscritto a una laurea di secondo livello, quindi a una laurea magistrale. E all’incirca un 46% dei laureati triennali a un anno dalla laurea ancora lavorano, con una lieve prevalenza delle laureate che trovano lavoro più facilmente dei laureati. Un 12% circa fa tutte e due le cose, cioè studia e lavora insieme. Come dicevo si tratta di dati assolutamente paragonabili, se non in qualche caso migliori, a quelli delle altre lauree di area umanistica.Io sono uno storico del cinema e