Studiare Economia: non solo soldi, finanza e banche. Bisogna capire come va il mondo se si vuole …

di Furio Piccione

Studiare Economia: non solo soldi, finanza e banche. Bisogna capire come va il mondo se si vuole …

| giovedì 30 Luglio 2026 - 12:42

Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

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Studiare Economia non significa solo studiare soldi o finanza o banche. Significa capire come gli individui, le imprese e i governi prendono le loro decisioni, quali sono gli incentivi che muovono gli individui o i governi o le istituzioni internazionali a fare certe scelte che poi influenzano la società. Significa imparare ad analizzare problemi complessi con un metodo e con dei dati che ci portino a un’evidenza specifica. L’economia è ovunque: è nel mondo del lavoro per capire e risolvere i problemi dell’ambiente, per capire come migliorare l’innovazione tecnologica, la politica della salute, gestire le disuguaglianze all’interno dei paesi o tra paesi e come poi gestire quello che chiamiamo globalizzazione, cioè il commercio internazionale.Quindi fondamentalmente è una disciplina che ci aiuta a comprendere il mondo, a comprendere come il mondo sia organizzato e sperabilmente a contribuire a cambiarlo.Il corso di Economia, come altri corsi di laurea, funziona con un percorso triennale nel quale si costruiscono, le basi che sono basi solide. Microeconomia, che è la scienza di come gli individui prendono le decisioni e quali sono gli incentivi che li muovono. Macroeconomia, che è macro, dal greco grande: vuol dire studiare il tassi di interesse, il prodotto interno lordo, il sistema bancario, le politiche fiscali dei governi, quindi tutto quello che riguarda l’ordinamento del funzionamento del sistema economico. Ma vuol dire anche nel triennio creare le basi appropriate di statistica, di matematica e anche di altre discipline interessanti come il diritto o la strategia aziendale. Quindi, in questo caso, cosa facciamo? Acquisiamo strumenti quantitativi e acquisiamo capacità di ragionamento evidentemente. E poi man mano che andiamo avanti, finito il triennio in cui costruiamo queste basi comuni, ci specializziamo. E qui il campo è vastissimo: economia pubblica, finanza, economia dello sviluppo, mercati, politiche pubbliche, economie internazionali. ​Il percorso è super flessibile, permette di costruire un profilo che sia coerente con i propri interessi. Per studiare Economia, più che essere dei geni della matematica o della statistica, serve curiosità, tanta curiosità verso il mondo e verso i problemi della società. Dovete in qualche modo farvi la domanda: cosa posso fare per dare un contributo a cambiare la società? Quindi voglia di ragionare e voglia di risolvere i problemi, ma voglia di farlo non con la prima idea che mi viene in mente, ma guardando bene ai dati, guardando bene le evidenze empiriche, studiandole con attenzione e studiando i nessi causali: se faccio qualcosa, allora succede qualcos’altro. E quindi essere capaci di leggere, discutere e sviluppare uno spirito critico su quello che ci riguarda. L’economia unisce quindi rigore scientifico e capacità di interpretare la realtà con l’idea che, se contribuiamo ogni giorno a fare questo esercizio, poi prima o poi potremo dare un piccolo contributo o un grande contributo a cambiare la nostra società.L’economia apre tantissime strade. Ci sono opportunità che variano dal mondo delle imprese, alle banche, alle assicurazioni, alla consulenza. Potete diventare dirigenti pubblici, potete diventare politici di alto livello, potete lavorare nelle organizzazioni internazionali, potete fare ricerca o potete andare a fare lavori nel terzo settore con le associazioni non governative, occuparvi di politiche dello sviluppo nelle aree più dove c’è più necessità di voi nel mondo. L’economia mi ha insegnato a guardare i problemi da prospettive diverse e io sono intellettualmente molto curioso. Mi piace leggere tante cose diverse e la disciplina dialoga continuamente con altre come il diritto, le scienze politiche, la matematica, le scienze aziendali, la finanza. E questo mi consente di non fermarmi alle opinioni che sento, magari sui social eccetera, ma cercare di capire: ma quella cosa che mi stanno dicendo è veramente vera? Posso andare a guardarmi i dati e vedere se è veramente così? E, se è veramente così, cosa posso fare per cambiare? Che cosa posso portare come contributo? Sono queste le cose che in qualche modo mi hanno motivato a studiare Economia, perché studiare Economia significa acquisire strumenti che permett

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