Studiare Scienze del Turismo: per imparare a valorizzare il patrimonio nel rispetto dell’ambiente…

di Furio Piccione

Studiare Scienze del Turismo: per imparare a valorizzare il patrimonio nel rispetto dell’ambiente…

| mercoledì 16 Settembre 2026 - 18:42

Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

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Studiare turismo significa prima di tutto cambiare prospettiva e cioè osservare la vacanza, che abitualmente è un’esperienza della propria vita, della propria vita quotidiana, e trasformarla in un oggetto di riflessione critica. Significa cioè andare oltre l’esperienza passiva del viaggio e del soggiorno e cercare di comprendere la complessità dei risvolti economici, giuridici, sociali, ambientali e territoriali che il turismo ha.Studiare turismo significa capire sia l’offerta turistica, e quindi tutti gli operatori che prestano dei servizi turistici, che la domanda turistica, e quindi i vacanzieri, i turisti stessi. In altre parole, studiare turismo ha a che fare con la comprensione delle caratteristiche sia delle piccole imprese familiari, dell’alberghiero, della ristorazione, che anche delle logiche di gestione dell’ospitalità, ad esempio nelle grandi catene internazionali.Significa guardare alle dinamiche di pricing, per esempio, guardare a come vengono applicati i prezzi dinamici nelle grandi piattaforme, ma anche a come si diffondono queste piattaforme nell’intermediazione peer to peer, quindi nelle piccole unità abitative che vengono messe in affitto. Studiare turismo implica quindi comprendere le sfide che il turismo stesso pone, anche, ad esempio le sfide che gli eventi o che le attività sportive possono porre ai territori. Una tra tutte: quella della mobilità, quella dell’accessibilità. Significa osservare i turisti e capirli, capire i loro comportamenti, le preferenze, le esigenze, le abitudini. Quindi significa osservare un fenomeno complesso, cercare di intercettare con azioni anche di marketing e essere capaci di gestire sul territorio certi turisti, cioè quelli che possono essere interessanti e interessati rispetto a una specifica destinazione, evitando così quello che viene chiamato overtourism.Il percorso di studi in Scienze del Turismo degli Atenei italiani si presenta come un percorso fortemente interdisciplinare. È concepito per formare figure professionali capaci di comprendere un fenomeno complesso, capaci di gestire e valorizzare il turismo in tutte le sue sfaccettature, sia economiche che culturali che anche territoriali. L’architettura del corso è articolata in tre anni e conferisce un totale di 180 crediti formativi universitari, i cosiddetti CFU, e ruota attorno a quattro pilastri fondamentali che sono: quello economico, aziendale e gestionale che costituisce in sintesi il cuore del percorso. Include insegnamenti quali ad esempio l’economia aziendale, il marketing, il management delle strutture ricettive, ma anche l’economia del turismo, l’organizzazione aziendale. Poi il pilastro giuridico, che fornisce i principi di diritto, diritto privato, pubblico, del lavoro, legislazioni specifiche del turismo e anche dei beni culturali. In aggiunta c’è il pilastro legato alla geografia, alla società e alla sociologia del territorio che analizza le dinamiche dei luoghi, con corsi come ad esempio geografia del turismo, sociologia del turismo, ma anche sviluppo locale e sostenibile.Infine c’è il pilastro storico-artistico e culturale che valorizza il patrimonio, importantissimo per l’Italia, attraverso la storia dell’arte, l’archeologia, la museologia, la promozione della cultura, ma anche degli eventi culturali. Il piano didattico attribuisce un valore centrale anche all’internazionalizzazione ealle competenze digitali. È infatti sempre previsto lo studio obbligatorio di almeno due lingue straniere, con un ruolo spesso primario per la lingua inglese, che è lingua franca, e si presta molta attenzione all’acquisizione di abilità informatiche, ad esempio quelle applicate alla comunicazione e alla gestione del turismo. Molti atenei strutturano l’offerta in specifici curricula, ad esempio Comunicazione del turismo oppure Management e organizzazione del turismo. E il ciclo di studio si completa sempre con dei tirocini e degli stage presso imprese, enti pubblici, aziende turistiche o anche agenzie di promozione.Le competenze più importanti per chi vuole studiare e poi lavorare nel turismo sono, a mio avviso, sicuramente la curiosità e l’empatia. Quindi da un lato la spinta ad analizzare un luogo, a comprendere a fondo quali sono le dinamiche evolutive di qu

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