Tra scienza e invisibile: l’arte digitale secondo Giuliana Cuneaz

di Redazione

Tra scienza e invisibile: l’arte digitale secondo Giuliana Cuneaz

| venerdì 11 Marzo 2022 - 16:34

https://www.youtube.com/watch?v=qUfh8QIUpog

Milano, 11 mar. (askanews ) – Una mostra di arte digitale che indaga sulla scienza, sull’invisibile, sulle relazioni e sul modo in cui la creatività può sfruttare le possibilità della tecnologia. Al MEET Digital Culture Center di Milano l’artista Giuliana Cuneaz presenta una mostra concepita proprio per questi spazi, intitolata "C’è tanto spazio laggiù in fondo". Un progetto articolato in quattro momenti e che poi culmina nella grande installazione immersiva in 3D "I cercatori di luce", che l’artista ha concepito seguendo tre direttive principali.

"Sicuramente – ha detto Cuneaz ad askanews – una è quella legata alla sostenibilità, alla necessità di tornare ad avere un rapporto più vero e consapevole con la natura e con il nostro pianeta, che sta soffrendo. Il secondo è quello sulle differenze, nel senso di un lavoro che mette insieme tante anime e tanti personaggi molto diverso uno con l’altro, che hanno voglia di collaborare più che di competere, e credo che questo sia un messaggio positivo. La terza è sul tema del lavoro, che credo sia una cosa molto importante".

"I cercatori di luce" è un’opera che unisce i linguaggi di cinema, danza, teatro e performance, sviluppando la propria narrazione su una superficie di oltre 200 metri quadrati e con una vocazione di grande respiro, anche a livello formale. "Ritengo che nell’animazione 3D – ha aggiunto l’artista – siano contenute le potenzialità di tutte le espressioni artistiche".

Il lavoro di Giuliana Cuneaz, come documentato dalle altre stanze della mostra, si muove poi anche sulla relazione tra il digitale e l’arte più tradizionale, tra le ricostruzioni tecnologiche e gli oggetti reali, con l’intento di amplificarne il confronto e indicare possibili nuove strade al lavoro degli artisti. La mostra al MEET, spazio sostenuto da Fondazione Cariplo, resta aperta al pubblico fino al 2 aprile.

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