La consigliera regionale tende la mano al sindaco che ha presentato il piano per la cura del centro storico e offre una ricetta: «Con l’acqua ozonizzata si può fare»
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Si può fare. Eliminare dai portici di Bologna sporcizia e odore di pipì in maniera efficace ed ecologica, è possibile: lo sostiene la consigliera regionale di Rete civica, Elena Ugolini, che con indosso una tuta bianca da disinfestatore («chiamateci "odorbusters"», scherza), ha partecipato con l’associazione «La persona al centro» alla pulizia del portico di fronte alla chiesa di San Bartolomeo, in Strada Maggiore. La tecnologia, brevettata, è stata messa a disposizione da un’azienda bolognese, Met Ozone Experts: il getto d’acqua ad altissima pressione, arricchita con ozono, permette di pulire e sanificare, distruggendo le molecole che conferiscono ad alcuni angoli del centro storico quell’inconfondibile odore «biologico», che ha attirato alla città critiche di influencer e tralvel blogger. «Abbiamo una città che in tanti punti è inavvicinabile: ci sono degli odori organici fortissimi, perché c’è trascuratezza da parte dei cittadini, ma perché occorre pulire in modo regolare e corretto. La settimana scorsa, il sindaco ha lanciato l’idea della cura della città, coinvolgendo tutti e io mi sono detta che bisognava passare dal dire al fare», spiega Ugolini, che ha già in programma un incontro la settimana prossima con l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Borsari, per replicare il test al Voltone del Podestà, meta tra le preferite dai turisti, ma tra le meno piacevoli dal punto di vista olfattivo. «E’ una zona iconica della città e sappiamo tutti che è difficile passarci vicino. Nell’assessore ho trovato subito grande disponibilità», riconosce Ugolini.
