Le uova scoperte dai ricercatori, erano state nascoste dalla madre. Si tratta della più piccola tra le specie di coccodrillo esistenti
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Un uovo rotto, un cumulo di terra smossa e una scoperta che ha salvato il primo coccodrillo nano africano nato al parco Natura Viva di Verona. Ventotto centimetri di lunghezza alla nascita, il piccolo è venuto alla luce appena 24 ore dopo il rinvenimento di alcune uova da parte dello staff, interrate dalla mamma con un piccolo inganno. «Vulnerabile» di estinzione, la più piccola tra le specie di coccodrillo esistenti, tutto è iniziato con un uovo non fertile, riportato in superficie dal maschio. «In quelle settimane – spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del parco Natura Viva – stavamo monitorando il comportamento della femmina, che dopo la deposizione ricopre il nido e rimane in prossimità dell’area per tutta la durata dell’incubazione, in media 100 giorni ma può anche superare i 2 mesi. Abbiamo lasciato che tutto si svolgesse secondo i ritmi della specie e abbiamo deciso di intervenire solo quando ci siamo accorti che il maschio aveva riportato in superficie un uovo, rompendolo». Messi in sicurezza i due genitori, lo staff ha iniziato a scavare laddove la terra smossa sembrava lasciare segni inequivocabili. «Non trovavamo nulla. Abbiamo capito subito di essere di fronte a un piccolo inganno della mamma, che stava proteggendo il nido depistando rispetto alla sua reale posizione. Ritrovato poi il punto esatto, la scoperta: da una delle uova proveniva un verso, inequivocabile». L’uovo è stato immediatamente trasferito in incubatrice e sottoposto a un monitoraggio costante. E dopo appena 24 ore, è nato un piccolo perfettamente formato, già attivo, apparentemente una replica in miniatura degli adulti. Due grandi occhi, con il colore marrone-nero tipico di questa specie che aiuta a renderlo meno visibile, donandogli lo “sguardo” già tipico dei coccodrilli.
