L’ultimo pilastro di una nuova Europa è poi in fondo il primo. E’ una riforma dell’ordinamento e delle istituzioni vigenti che riparta dal fallimento di Nizza per dotare la Ue di una macchina più agile, snella e incisiva.
Dal superamento del diritto di veto all’istituzione di dipartimenti comuni alla difesa, allo sviluppo e alla politica estera, passando per una più chiara attribuzioni dei poteri che trasformi l’Europa dei cavilli in un’Europa politica, capace di acquisire reale potere sovranazionale per un bene e un interesse comuni.
E’ questa forse l’impresa più difficile delle tre che Bruxelles è chiamata oggi a compiere. Di mezzo ci sono i nazionalismi, i timori e gli interessi politici. Eppure settant’anni di governo comunitario non sono passato invano.
Le istituzioni europee sono oggi mature per riprendere il cammino che porto a dei veri Stati Uniti d’Europa che finalmente vedano i benefici di mercato superare i vincoli dei regolamenti astrusi che, se non supportati da un indirizzo forte e unitario, inevitabilmente si traducono in un freno alla crescita.
Ne parliamo con:
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Franco Bernabè, Presidente FB Group
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Antonio D’Amato, Presidente e ad Seda, cavaliere del lavoro
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Michl Ebner, Presidente e ad Athesia, cavaliere del lavoro
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Maurizio Sella, Presidente Federazione Nazionale dei Cavalieri del lavoro