Nel quartiere finito sotto i riflettori dopo le follie del weekend a Milano
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«Avete tutti la bici?». Chiede Silvia D’Anna, responsabile Centro Sociale Barrio’s e Comunità Nuova, ai suoi dieci ragazzi sulle due ruote. E allora via, tutti insieme fino a Gaggiano lungo i Navigli. E’ un pomeriggio pieno di sole nel quartiere della Barona, finito sotto i riflettori dopo le follie del weekend a Milano. Ma dietro la cronaca c’è una realtà più complessa, fatta sì di fragilità ma anche di numerose tentativi quotidiani di offrire socialità ai più giovani. Al centro c’è il Barrio’s, struttura del comune di Milano, gestita da Comunità Nuova da 29 anni. Uno spazio aperto a bambini e adolescenti, tra doposcuola, teatro, musica, sport e laboratori e soprattutto lezioni di L2: l’italiano per stranieri.Accanto agli anziani che nel pomeriggio ballano nella sala della porta accanto, sono centinaia i ragazzi che gravitano attorno al centro, dove si lavora sull’inclusione. Eppure, oggi, una parte degli spazi è inagibile: il furto delle coperture in rame ha danneggiato bar, mentre il teatro necessita di interventi di messa a norma. «C’è una grossa questione di risorse economiche», spiega Silvia D’anna, «che chiedono sostegno per la manutenzione e per le attività educative». La rabbia esplosa nelle strade, avvertono dal Barrio’s, non va liquidata come semplice violenza: impone domande sull’ascolto, sulle famiglie e sulla scuola.Le parole di una canzone di Marrachesh chiudono il nostro breve viaggio nel quartiere dove proprio il rapper è cresciuto: «A tutti i ragazzi disastratiVenuti su drittiChe vivono in case cadentiFra le rovine delle loro famiglieUna laurea ad honorem».