"Dal mio primo respiro sono stata italiana: lo sono stata in tutte le esperienze di vita quindi non c’è nulla da integrare", dice a Fanpage.it Victoria Karam, oggi assistente parlamentare a Bruxelles e coordinatrice delle Politiche Ue del Pd a Vicenza. Nata in Italia da genitori brasiliani, ha dovuto aspettare 22 anni per veder riconosciuta sulla carta la sua cittadinanza italiana. Lei, come tanti altri italiani "di fatto", finisce nel calderone della propaganda securitaria della destra ogniqualvolta un cittadino di origini straniere finisce sui giornali accusato di qualche reato. Ed è stanca di sentirsi addossare la colpa da politici o esponenti di governo come il ministro Salvini, che "spara slogan e cercare di aumentare la distanza sociale e le paure delle persone". La richiesta sua e di molti altri ragazzi e ragazze italiani finora è rimasta inascoltata: cambiare la legge sulla cittadinanza. "Non vuol dire regalare qualcosa. Vuol dire semplicemente riconoscere l’Italia che oggi esiste".