«Nessuno mi ha toccato. Nessuno mi ha sfiorato. Non ho sentito nulla».
Eppure il furto c’è stato. Silenzioso, pulito, asettico, quasi elegante. Giuseppe P., commercialista di San Giorgio a Cremano, se n’è accorto solo dopo, quando lo smartphone ha vibrato con discrezione: notifica dell’app della banca. «Pagamento effettuato: 50 euro, tramite Pos». Fine della magia. Sipario. Succede a Napoli, zona via Toledo, uno dei cuori pulsanti della città. Ma potrebbe succedere ovunque. «Denunciare? Sono cinquanta euro, non ne vale la pena», dice Giuseppe. Poi sospira: «Ma che rabbia». Ed è proprio qui il punto. La rabbia che resta. Ed è così che questa nuova forma di borseggio prospera: invisibile, sottotraccia, senza lasciare segni se non un piccolo buco nel conto corrente. Per qualcuno irrilevante. Per qualcun altro anche cinquanta euro possono essere una cifra importante.
