l ministro dello Sport Andrea Abodi, a margine della premiazione della Città dei Giovani, si è soffermato sull’eliminazione della nazionale italiana dal Mondiale e ha di fatto sfiduciato il presidente della FIGC Gabriele Gravina:
"È una sconfitta definitiva: quando per tre anni, per tre edizioni, non ci qualifichiamo per il Mondiale, forse sarebbe bene fare qualche riflessione. Forse varrebbe la pena immaginare che ci sia bisogno di rifondare il calcio italiano, rimettere in discussione alcuni presupposti. Non è un giorno normale. Io penso che quando un’organizzazione nel suo complesso fallisce per la terza volta un Mondiale, con tutto quello che ne consegue, è chiaro che i vertici debbano assumersi una responsabilità, o almeno dichiarare di essere pronti, perché prima del ruolo sovrano del Consiglio federale, secondo me c’è il ruolo apicale della coscienza individuale, e questo mi sembra non emergere minimamente.
Se un sistema sportivo, o quello complessivo, o una singola federazione, non ha la capacità di fare un profondo esame di coscienza e un’assunzione di responsabilità, è un problema. Io mi aspetto una risposta un po’ più centrata da parte della Federcalcio e del presidente federale. Ricordo che negli anni scorsi, a partire dal presidente Abete, ci furono sussulti di dignità e di responsabilità. Anche Carlo Tavecchio fece esattamente la stessa cosa: ci fu naturalmente una pressione dell’opinione pubblica, però si dimise. Ricorderete anche voi che le sue dimissioni portarono a un commissariamento della Federcalcio, che nominò poi Giovanni Malagò commissario della Lega di Serie A. Io penso che quell’esperienza lì non abbia lasciato ricordi estremamente positivi".
