Abruzzo, la storia della famiglia che vive nel bosco: «Senza acqua corrente né scuola ma felici»

di Furio Piccione

Abruzzo, la storia della famiglia che vive nel bosco: «Senza acqua corrente né scuola ma felici»

| martedì 11 Nov 2025 - 09:29

La famiglia che ha scelto di vivere nel bosco in Abruzzo, in provincia di Chieti, racconta la propria vita felice. Ma il tribunale dei minori potrebbe decidere di sottrarre loro i tre piccoli

Valentina Baldisserri, inviata a Palmoli (Chieti) / CorriereTv

Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/-senza-acqua-corrente-e-senza-scuola-ma-felici-perche-volete-portarci-via-i-nostri-bimbi-/968562c5-801e-43b1-9c65-209cdb4d9xlk

Hanno scelto di vivere in mezzo alla natura. In una località sperduta, tra i boschi della provincia di Chieti, vicino Vasto, a Palmoli per la precisione. Hanno scelto di vivere in un piccolo casolare in pietra isolato dal resto del mondo. Con poche, pochissime cose. Perché Catherine e Nathan hanno una filosofia di vita che non comprende cellulari, tv, social e tutto quel mondo artificiale che «Non fa bene agli adulti e tantomeno ai bambini»- dicono.
Lei australiana lui inglese hanno scelto di vivere proprio qui in Abruzzo e di far crescere i loro tre figli lontano dalla società “imbruttita, aggressiva, che non lascia spazio all’essere umano” spiega Catherine.
Nel loro casolare manca l’acqua corrente e gli allacci del gas e dell’elettricità. Ma l’acqua raccolta nelle taniche c’è e viene riscaldata dalla grande stufa che brucia legna tutto il giorno. La stessa stufa che produce riscaldamento a sufficienza anche per la stanza da letto dove dormono tutti insieme. Il bagno si trova all’esterno, i bimbi sono abituati a servirsene e non è un problema. Il problema secondo il tribunale è che i tre figlioletti di 8 e 6 anni non frequentano la scuola. Perché i loro genitori hanno scelto l’unschooling, cioè l’istruzione spontanea, parentale, con i genitori e non tra le mura di una scuola tradizionale. Una possibilità che in Italia è legale.
Questa famiglia che ha vissuto così finora ed appare felice e serena, ora è travolta da un caso montato dopo che i servizi sociali hanno fatto un’ispezione e hanno scritto che le condizioni abitative non sono adatte per quei minori e che la frequenza scolastica sarebbe necessaria.
Il tribunale dell’Aquila deciderà entro fine mese di novembre se quei bimbi possono restare con i loro genitori o devono essere collocati altrove. Una decisione che sta già dividendo l’opinione pubblica prima ancora di essere messa nero su bianco.

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