Più di un mese di indagini serrate che hanno permesso di arrivare al 20enne che lo scorso 19 agosto sul percorso «Vivi Natura» di San Damaso a Modena ha violentato una cinquantenne che in sella alla sua bicicletta stava attraversando il parco, in prossimità delle Casse di espansione del fiume Panaro.
L’uomo l’ha spintonata e aggredita, poi l’ha trascinata in punto isolato, le ha legato con una corda prima le mani e poi il collo, per poi costringerla a subire violenza sessuale. L’aggressore sarebbe poi fuggito rubandole la bicicletta, del valore di circa 4.500 euro, gettando poco più avanti i suoi effetti personali. Sono questi i terribili particolari resi noti dalla squadra mobile di Modena che venerdì 3 ottobre lo ha arrestato.
Il responsabile è un giovane di 20 anni di Castelfranco Emilia, nato in Marocco con cittadinanza italiana, senza precedenti penali. Un cittadino insospettabile, studente presso un ente di formazione, residente in famiglia con i genitori, ignari di tutto. Fondamentale la collaborazione della vittima che nonostante lo choc per la violenza subita ha fornito fin dal primo momento una descrizione accurata che ha consentito di realizzare un identikit.
