Era un infermiere professionale assunto a tempo indeterminato dall’Asl Toscana nord ovest, con mansioni di assistenza domiciliare ai pazienti di una struttura sanitaria di Massa, ma in realtà a casa dei malati spesso non andava. L’uomo, oggi 68enne, nel 2015 è finito nei guai quando è venuto fuori che dopo aver firmato per attestare la sua presenza nel lavoro alla clinica andava invece ad occuparsi merci e contabilità in un supermercato della provincia di cui era socio.
Un doppio lavoro in una città troppo piccola per non essere scoperto e poi i familiari dei pazienti spesso si lamentavano della mancata assistenza o dei ritardi eccessivi.
L’uomo nel 2015 viene arrestato per truffa e peculato, processato e condannato in via definitiva, e ora dovrà pagare anche circa 70 mila euro di danni all’As, più interessi e spese legali. In particolare, l’infermiere «infedele» era stato sorpreso in più occasioni, nelle ore mattutine coincidenti con l’orario di servizio, presso la sede della cooperativa, della quale era socio e componente del consiglio di amministrazione, intento a svolgere attività di gestione e supporto organizzativo, stando al resoconto processuale. Diverse segnalazioni, infatti, avevano messo in allarme l’Asl.
