Immaginate di sfogliare un magazine del 2002, una sorta di Playboy inglese di ventiquattro anni fa, e di trovarci dentro un’intervista esclusiva a quello che oggi è l’artista più misterioso del pianeta.
Si tratta di un reperto incredibile della cultura pop in cui Banksy stava già cercando di ottenere la massima copertura mediatica possibile per diffondere il suo messaggio.
L’intervista, intitolata significativamente “Wanted Graffiti Artist”, nasconde una chicca per i collezionisti: un oggetto staccabile pensato per essere usato come stencil, così che chiunque potesse staccarlo e iniziare a creare i propri graffiti, magari proprio l’iconico topolino.
Ma la vera sorpresa emerge dalle sue dichiarazioni sulla natura del genio. Banksy rivela infatti che per lui il più grande artista degli ultimi cento anni non è un pittore, bensì il mago Houdini. Il motivo risiede tutto nella capacità di gestire il timing, perché secondo la sua visione la tempistica perfetta è il vero segno distintivo del genio artistico.
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