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È innegabile che i bombardamenti di Trump e Nethanyau sull’Iran, che hanno provocato la chiusura dello Stretto di Hormuz, abbiano conseguenze sul commercio di tante merci. A cominciare da petrolio e gas. E che questo a cascata abbia fatto crescere il costo della benzina e in genere dei carburanti. Tanto per avere un’idea di come funziona l’economia, i prezzi sono saliti anche negli Stati Uniti che sappiamo da qualche anno sono assolutamente autonomi dal punto di vista delle fonti fossili. Estraggono cioè dal loro sottosuolo sufficiente petrolio e gas per i loro consumi interni. Nonostante questo i prezzi sono saliti perché per quanto si alzino barriere e confini il mondo dei commerci mondiali è comunque collegato. Anche noi ne paghiamo le conseguenze. Chi ha una macchina diesel lo sa bene ogni volta che va a fare il pieno. Come rimediare? A lungo termine la strada lo sappiamo qual è. Puntare sulle fonti di energia rinnovabile. Sole, vento, fiumi, della quale in Italia siamo anche molto pieni. E il governo qualcosa deve rimproverarsi su questo. Quanti ministri ci hanno continuato a dire che l’Europa era ideologica nel voler puntare sulle rinnovabili in fretta? Ma questa è la strada a lungo termine e sul breve? Sussidi a parte. Che in Italia sono anche troppi, al punto che nemmeno sappiamo più chi li prenda e perché e se i soldi arrivino alle persone giuste. Tanto per dire se tagli le tasse sulla benzina si deve sapere che a esserne avvantaggiati in proporzione sono maggiormente quelli che hanno macchine potenti che ne consumano di più e non certo chi usa utilitarie. E allora? E allora c’è solo una strada nell’immediato: quella di agevolare la concorrenza. In tutti i campi. Lo dimostra proprio la benzina con le code ai distributori che fanno sconti, o alle stazioni dei grandi supermercati che hanno prezzi inferiori. Che significa però che Antitrust, Mister prezzi, insomma tutte le autorità devono fare in modo che i cittadini (e le aziende) sentano la loro presenza. Si dirà, ma recentemente proprio la leader mondiale delle serie tv, Netflix è stata condannata da un Tribunale di Roma proprio perché aveva aumentato ingiustificatamente i prezzi degli abbonamenti. E infatti un tribunale. Ma si sa quali siano i tempi dei tribunali. Le pratiche condannate dai giudici risalgono addirittura al 2017. È tempo che tutte le autorità capiscano che sono lì per difendere i cittadini. Certo se il governo ancora non ha deciso nulla su balneari e trasporto pubblico non dà certo il buon esempio.
