8 giugno 2011 – Nel “World IPv6 Day”, Google, Yahoo, Facebook e Akamai Technologies testano con successo il passaggio a IPv6, protocollo Internet che consentirà in futuro di risolvere definitivamente il problema dell’esaurimento degli indirizzi IP.
7 giugno 1981 – Con un attacco a sorpresa denominato “Operazione Babilonia”, l’Aeronautica israeliana distrugge un reattore nucleare iracheno ad Osirak, sospettando che sia la base di un programma per lo sviluppo di armi nucleari. L’Assemblea Generale dell’ONU condanna Israele, senza sanzionarlo.
6 giugno 1933 – Pochi giorni dopo averne ricevuto il brevetto, l’imprenditore Richard M. Hollingshead inaugura il primo cinema drive-in a Camden, in New Jersey. A seguito del boom automobilistico nel dopoguerra, il drive-in diverrà uno dei simboli stessi degli Stati Uniti degli anni Cinquanta.
5 giugno 1964 – Esce in Inghilterra il 45 giri “Liza Jane”, prima incisione ufficiale di David Robert Jones con il suo gruppo, i King Bees. Il cantante diverrà noto con lo pseudonimo di David Bowie.
4 giugno 1917 – Sei anni dopo la morte dell’ideatore Joseph Pulitzer, la Columbia University assegna a New York i primi Premi Pulitzer, divenuti in breve tempo i più importanti riconoscimenti giornalistici al mondo per poi estendersi anche alla letteratura e alla musica.
3 giugno 1939 – I giornalisti Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti, allievi di Leo Longanesi, pubblicano il primo numero di “Oggi – settimanale di attualità e letteratura”. Tollerata malvolentieri dal regime fascista, la rivista edita da Angelo Rizzoli riuscirà a dare spazio a giovani e sconosciuti scrittori come Elsa Morante, Ennio Flaiano, Tommaso Landolfi, Vitaliano […]
2 giugno 1924 – Con l’Indian Citizenship Act, il Presidente Calvin Coolidge conferisce la cittadinanza statunitense a tutti i nativi Americani nati nei confini della nazione.
1º giugno 1973 – In esecuzione di un apposito decreto governativo viene reciso il cavo di Telebiella, prima emittente italiana a infrangere il monopolio televisivo della RAI. Il Governo Andreotti cade proprio per l’opposizione dei Repubblicani al decreto, in seguito dichiarato incostituzionale dalla Consulta.