Tre ai playoff, Napoli flop
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«L’ultima serata del girone di Champions non ha prodotto sorprese nel tragitto del quartetto italiano. Il risultato complessivo è deludente» spiega Paolo Condò analizzando la serata finale del girone di Champions nella nuova puntata della sua rubrica "Un centimetro alla volta". «Le quattro partecipanti italiane hanno raccolto dodici punti in meno rispetto alle migliori quattro dell’anno scorso 49 contro 61. E questo nella stagione in cui soltanto l’inarrivabile Premier League aveva investito più di noi. Il minimo che si debba dire, quindi, è che abbiamo comprato male.Con un solo punto in più, l’Inter si sarebbe qualificata direttamente agli ottavi. L’impressione generale è che l’Inter di Chivu sia più solida, ma meno elettrica di quella di Inzaghi. La Juventus aveva un calendario opposto rispetto all’Inter, difficile in avvio e l’ha pagato Tudor con due punti in tre partite. In discesa nella seconda parte, Spalletti è visibilmente un uomo a caccia di rivincite. Entrambe le opzioni di sorteggio sono impegnative ma non impossibili. Però fra Bruges e Galatasaray immaginiamo che Spalletti abbia voglia di una rimpatriata con Simeone. Perché no? Il rimpanto dell’Atalanta è di aver mancato gli ottavi diretti perché a due gare dal termine del girone sembrava cosa fatta. Chiude così 15ma con due punti in meno rispetto all’anno scorso.Per il Napoli, c’è poco da recriminare sulla gara con il Chelsea. Ci sono state sei partite che hanno mostrato complessivamente un Napoli molto, molto deludente. Ne consegue questo 30esimo posto che in sé è fallimentare».
