Una chat apparentemente come tante. Un nickname, un’età dichiarata e la possibilità di parlare con sconosciuti senza verificare davvero chi ci sia dall’altra parte dello schermo. È partita da qui questa inchiesta, da un chat, ma è andata molto più lontano, portandomi dove i predatori cacciano i minori.
Mi sono infiltrata per mesi su questa piattaforma. All’inizio sono domande apparentemente innocue: Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa ti piace?
Poi cominciano le domande che cambiano tutto. Sei sola? C’è tua madre? Non dirlo a nessuno. Facciamo che resta un segreto.
Da quel momento seguiamo, passo dopo passo, il percorso dell’adescamento: la fiducia, la manipolazione, le richieste sessuali, le immagini, le videochiamate, i soldi, i regali e i tentativi di portare la relazione fuori dalla chat.
Abbiamo raccolto e ricostruito le conversazioni per capire come si muove chi cerca un minore online e quanto velocemente una chat può trasformarsi in qualcosa di molto più pericoloso.
E andando avanti ho scoperto che dietro alcuni nickname non ci sono soltanto singoli utenti.
Ci sono contatti che cercano immagini. Persone che cercano altre vittime. E circuiti nei quali il materiale può essere scambiato, venduto e fatto circolare.