Nel 2008 la Cassazione mette la parola fine al caso Cogne: Annamaria Franzoni viene condannata a 16 anni di reclusione. Ma resta una domanda che ancora oggi inquieta: perché avrebbe ucciso suo figlio? In questo estratto di “Sulla Scena del Crimine”, la criminologa forense Margherita Carlini spiega il movente individuato dai giudici: uno “stato crepuscolare orientato”, un blackout emotivo transitorio che avrebbe portato a un gesto automatico e violento, seguito dalla rimozione dell’evento.
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