Il monitoraggio dei conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate è diventato sempre più capillare. Oggi, grazie ad algoritmi avanzati e all’incrocio dei dati contenuti nell’Anagrafe dei rapporti finanziari, ogni movimento può essere analizzato con estrema precisione.
Per molti risparmiatori, la sorpresa arriva quando ci si accorge che anche la semplice giacenza di denaro può trasformarsi in un costo fisso o, in alcuni casi, attirare l’attenzione del Fisco. Esistono infatti soglie numeriche ben precise che, se superate, possono far scattare imposte automatiche o controlli sulla coerenza tra quanto si possiede e quanto si dichiara.
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