Il tribunale del Riesame ha deciso che l’amante della nuora di Pierina resterà in carcere
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Sulla nona udienza del processo a Louis Dassilva, imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli ha pesato la decisione del tribunale del Riesame, arrivata in contemporanea alla celebrazione dell’udienza, sulla scarcerazione dell’indagato per omicidio volontario. I legali di Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi non demordono: «Bene che i giudici si siano presi tre giorni di tempo, il materiale presentato era consistente». Quelli dei familiari di Pierina Paganelli, Monica e Marco Lunedei e Alfredo Scifo non battono ciglio: «Nessuno stupore per la decisione di giudici». Nella mattinata ha deposto in tribunale il commissario capo Marco Masia: la sua testimonianza è legata ad una conversazione registrata dal giornalista Valerio Scarponi a colloquio con Valeria Bartolucci, la moglie di Louis Dassilva. Il file era stato ascoltato da Masia è poi trasmesso in Procura. In sintesi durante la conversazione tra la donna e il giornalista era emersa una «verità alternativa», un racconto quello di Valeria Bartolucci, piuttosto alieno rispetto alle ricostruzioni fatte finora degli inquirenti. Secondo Bartolucci, la sera dell’omicidio ci sarebbe stata una lite tra Pierina Paganelli e la nuora Manuela Bianchi. Era la sera del 3 ottobre e la 78enne era in partenza da casa per partecipare ad una riunione dei testimoni di Geova, il suo credo e quello di molti suoi familiari, tra cui la stessa nuora. Per la legale di Bartolucci Chiara Rinaldi il racconto non è attendibile in quanto la sua assistita non sarebbe stata lucida per la pressione subita durante le indagini.
