Il teatro Sannazaro, il «salotto» ottocentesco di Napoli, non c’è più. «Purtroppo è distrutto». Il primo ad annunciarlo ufficialmente, addoloratissimo, è stato il sindaco Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci, accorso tra i primi all’ingresso della storica sala della città andata a fuoco all’alba di ieri.
Attorno a lui gli sfollati di via Chiaia, chi in pelliccia e pantofole, chi coperto a malapena da un plaid termico. Tutti impauriti e infreddoliti, buttati giù dal letto senza certezze. Tranne la loro strada, che sembra tornata ai tempi dei bombardamenti dove il rosso delle fiamme è un tutt’uno con quello dei camion dei vigili del fuoco che, pur accorsi prontamente, non sono riusciti a limitare i terribili danni alla struttura che ha visto subito la cupola precipitare sulla platea, da cui sembra essere partito il corto circuito letale.
Quello che ha provocato il primo incendio dal basso, che si è poi propagato verso l’alto facendo crollare il tetto e i solai di alcuni appartamenti attigui.
Alcuni testimoni, mentre si rifocillavano nell’unico bar aperto che li ha ospitati ai tavolini, hanno detto di aver sentito chiaramente il crepitio e l’odore acre del fuoco e poi un boato.
