Nel commentare la recente pronuncia della Corte Costituzionale in materia di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, l’avvocato penalista Chiara Penna ha chiarito i confini interpretativi della decisione, soffermandosi sia sulla discrezionalità riconosciuta al legislatore sia sul ruolo centrale dell’accertamento concreto del pericolo nelle singole fattispecie. In particolare, Penna ha evidenziato come la Consulta, pur confermando l’impianto della nuova disciplina, abbia indicato criteri stringenti per l’applicazione della norma da parte dei giudici.
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