«Sediamoci a tavola». La regola, per Carlo Petrini, era questa. E lo aveva fatto anche con chi scrive, una delle prime volte che ci eravamo incontrati a Pollenzo, la sua creatura visionaria e illuminata: un’università dedicata alle Scienze gastronomiche che ancora oggi tutto il mondo ci invidia e che era la cosa di cui lui, presidente, andava più orgoglioso: «L’abbiamo ristrutturata senza soldi. Nessuno ci credeva. E invece… Sono venuti a studiarci da Harvard». Era a tavola dunque, per il fondatore del movimento mondiale di Slow food, che ci si guardava negli occhi e si ragionava sul futuro.
Ieri sera però il suo futuro si è fermato e Carlin, come lo chiamavano gli amici usando quel soprannome che era appartenuto al nonno, si è spento nella sua amatissima casa di Bra, in provincia di Cuneo.
Aveva 76 anni.