Il rettore padre Ramina: «Quest’anno abbiamo guardato al Santo attraverso la lente di San Francesco»
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Un rituale che annualmente si ripete, nel nome di chi veglia sulla città richiamando nel contempo pellegrini da ogni parte del mondo: il 13 giugno a Padova è il giorno di Sant’Antonio. Anzi, il «tanto atteso» giorno, ovvero quello della processione che, al termine della messa solenne delle 17 (celebrata da padre Roberto Brandinelli, ministro della Provincia italiana di Sant’Antonio dei frati minori conventuali e animata dalla Cappella Musicale Antoniana), si snoderà dalla Basilica lungo il centro storico transitando come di consueto su via del Santo, via Roma, via Umberto I e Prato della Valle per poi «rientrare alla base». Un evento solenne che vedrà scendere in strada come di consueto decine di migliaia di persone e che è stato anticipato nella serata di venerdì dalla rievocazione storica del Transito di Sant’Antonio conclusosi al santuario a lui dedicato all’Arcella, momento di tradizione e di religiosità popolare che ripercorre gli ultimi momenti di vita del Santo. Sempre venerdì sono stati ultimati gli ultimi preparativi, a partire dalla preparazione della vettura che trasporterà la statua di Sant’Antonio per le vie della «sua» città, mentre i maestri infioratori di Fucecchio (Firenze) hanno ultimato alle prime luci dell’alba odierna la meticolosa realizzazione di un tappeto floreale colorato composto da petali di fiori che riproduce i Santi Antonio e Francesco. Già, perché come spiega padre Antonio Ramina, rettore della Basilica, «quest’anno abbiamo guardato al Santo di Padova attraverso la «lente francescana» in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Nella giornata odierna la Basilica resterà aperta dalle 5.30 alle 22.30 con dodici messe previste, mentre al pellegrinaggio parteciperà anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia, presente in città anche nell’ambito del progetto «Salva la Vita», grazie al quale proprio oggi donerà due defibrillatori ai comuni di Casalserugo e Legnaro: «La nostra famiglia è sempre stata molto devota a Sant’Antonio, in particolare mia nonna. All’interno della Basilica ci sono oggetti donati da Casa Savoia, tra cui un altare dato da Umberto II». Tramite il sito www.13giugno.org, infine, sarà possibile seguire l’intera giornata compiendo anche «virtualmente» alcuni gesti come «toccare» la tomba di Sant’Antonio, scrivere una preghiera, che sarà poi stampata e portata alla Tomba dai frati e accendere perfino una candela.