Gli studenti di 46 scuole della Toscana in viaggio da Santa Maria Novella per vedere con i loro occhi i lager nazisti di Auschwitz e Birkenau
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«Sarà un viaggio toccante». Lo sanno, i 413 studenti che il 23 marzo sono saliti a bordo del Treno della Memoria, che li porterà nei prossimi giorni a vedere con i loro occhi i lager nazisti di Auschwitz e Birkenau. Sul convoglio ci sono ragazze e ragazzi di quarantasei scuole di tutte e dieci le province toscane, cinquantuno insegnanti, una quarantina di universitarie e universitari degli atenei di Firenze, Pisa, Siena e dell’Università per stranieri di Siena, insieme a rappresentanti delle comunità deportate e alle associazioni antifasciste che saranno protagoniste di dieci laboratori di approfondimento sul treno, all’andata e al ritorno. A salutarli, al binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, il presidente della Regione Eugenio Giani. «Abbiamo dovuto ricollaudare l’esperienza» ha detto. Il Treno è infatti ripartito dopo 7 anni di stop, dopo l’interruzione a causa del Covid e la ripresa dello scorso anno all’interno dei confini nazionali, nei campi di concentramento italiani. «Attraverso il Treno della memoria – ha detto il governatore – diamo un messaggio anche al presente. Basta con le guerre, con la discriminazione degli altri, che sia discriminazione etnica, religiosa, razziale». Per l’assessora alla memoria, Alessandra Nardini, questo Treno della memoria «assume un significato ancora più importante alla luce anche dello scenario internazionale che stiamo vivendo», con «guerre, massacri» e «dove il diritto internazionale viene quotidianamente calpestato e sembra tornata di moda, purtroppo, la legge del più forte. Ecco, oggi questo viaggio significa anche provare a svegliare le giovani generazioni ad essere davvero costruttrici e costruttori di pace. E in questo la scuola ha un ruolo fondamentale». Per Nardini: «Non sono, come qualcuno li ha definiti per sminuirli, delle gite, ma dei veri e propri pellegrinaggi laici». In Polonia i ragazzi incontreranno Andra e Tatiana Bucci, le sorelle, all’epoca di quattro e sei anni, sopravvissute all’orrore di Birkenau, che già hanno partecipato a molte altre edizioni del "Treno della Memoria. Con loro arriverà anche Ugo Caffaz, da sempre mente e cuore del "Treno della Memoria" della Regione Toscana, consigliere per le politiche della memoria. Dal 2002 fino al 2005 il treno toscano è partito tutti gli anni, per quattro volte. Due volte nel 2005, poi, dal 2006, la partenza è avvenuta ad anni alterni: il treno nei dispari, altre iniziative con i ragazzi negli anni pari. La pandemia nel 2021 ha fermato il treno e i viaggi, ripresi solo l’anno scorso, nel 2025, con un pellegrinaggio della memoria in pullman sui luoghi della deportazione italiana. L’ultimo treno era partito nel 2019.
