Bolidi vistosi e costosi. Gite nelle mete più instagrammabili. Bei vestiti. S’atteggiava a ricco imprenditore di successo, Gianluca Soncin, l’assassino di Pamela Genini. Tutta immagine. All’esterno, sfarzi e lustrini. Dentro casa, fiumi d’alcol, droghe, violenze, armi. Nessun lavoro, se non svariati inciampi con la giustizia. Soncin voleva fare «l’americano», ma ad alimentare quel tenore di vita da businessman, ci pensava la «paghetta» di papà – lui sì imprenditore della zona – come racconta chi ha conosciuto il 52enne.
