In tutta Europa si è celebrata la giornata internazionale in memoria dei migranti vittime in mare. Una data che nasce dal 6 febbraio 2014 quando 15 migranti partiti dal Marocco su un barcone insieme ad altri 200, furono uccisi dalla Guardia Civil spagnola. Manifestazioni si sono tenute in tutta Italia, Fanpage.it ha seguito quella di Napoli. "I migranti ai confini dell’Europa sono vittime di massacri – spiega Aurora Iuorio di Mediterranea Saving Humans – vengono derubati, denudati, lasciati senza scarpe, avviene anche in questo momento, nel tratto di mare tra Libia e Italia, tra Polonia e Bielorussia, ancora in Turchia o in Grecia dove vengono ributtati direttamente a mare. Altro che "principi" dell’Europa, l’Europa si chiude, alza muri e barriere ed ha una grande responsabilità su quello che sta avvenendo". Diverse centinaia di persone in Piazza del Gesù hanno ricordato i migranti morti ai confini dell’Europa. "Perché le merci possono circolare liberamente e gli esseri umani no?" si chiede Gianluca Petruzzo dell’Associazione "3 Febbraio". "Giornate come queste servono a far respirare l’umanità e a ricordare quello che sta accadendo e risvegliare le coscienze".
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