«A 18 anni pensi alla Maturità, al saggio di danza, al test di Medicina. Non a un tumore», afferma Giulia Gopel, nata a Padova nel 2004 e cresciuta con due fratelli più grandi e una madre medico. «Ero un maschiaccio, niente fronzoli e merletti. Sempre in movimento, sempre fuori casa». La sua vita ha avuto fin da subito due coordinate precise: la danza e lo studio. Classica e contemporanea da quando aveva quattro anni, poi il liceo classico, la maturità all’orizzonte e un obiettivo chiaro, quasi ostinato: Medicina. Nessun piano B. Il 27 aprile 2022 è in teatro per il saggio di danza. Da giorni sente un dolore al costato, una lama che accompagna ogni respiro. Pensa a uno strappo muscolare. Si esibisce lo stesso. «Stavo malissimo, ma non potevo mancare. Ho stretto i denti e ho ballato». La sera, a casa, il dolore la piega. La madre la porta in ospedale: radiografie, analisi, controlli che si moltiplicano… Poi arriva la parola che divide il prima e il dopo: sarcoma di Ewing, un tumore raro e aggressivo che colpisce le ossa. «Pochi giorni prima ero su un palco. Non potevo immaginare che un dolore alle costole nascondesse questo». La chemioterapia comincia subito nel reparto di Oncoematologia pediatrica di Padova, seguita dal professor Gianni Bisogno. «Nove cicli. Ricoveri alternati. Interventi chirurgici. Isolamento.
Non c’è il tempo di metabolizzare: si entra e si combatte». Nel frattempo c’è la maturità. Giulia studia tra una flebo e l’altra. Fa interrogazioni in videocall dalla stanza d’ospedale. «Studiare mi ha salvata. Avevo bisogno di sentire che la mia vita non era solo in quella stanza».
