Giuseppina Pesce vive sotto falsa identità, in una località segreta. È figlia, nipote, sorella, moglie di ‘ndranghetisti. Peppe, il fratello di suo nonno, e Antonino, il fratello di suo padre Salvatore, sono stati i capi di uno dei clan più importanti, i Pesce. E lei li ha fatti arrestare tutti.
Nel computer appare via zoom un volto che dimostra meno dei suoi 46 anni, e non ha nulla dello stereotipo della donna di mafia. In mano ha le bozze del libro che ha scritto con un giornalista coraggioso, attivista anti-ndrangheta, Danilo Chirico. Si intitola «La figlia del clan», esce dopodomani.
Signora Pesce, cosa ricorda della sua infanzia?
«Da bambina non mi rendevo conto di nulla. Ricordo una famiglia numerosa, i pranzi della domenica in campagna, tavolate da 50 o 60 persone, una perenna atmosfera di festa».
