«Nonostante sia poco più di una bambina, Greta Thunberg è stata presa di mira dagli israeliani. È stata bendata, ammanettata, trascinata per terra e costretta a baciare la bandiera israeliana». Il giornalista turco Ersin Celik è appena sceso dall’aereo che l’ha portato ad Istanbul, insieme ad altri 136 volontari di diverse nazionalità, ed esterna tutta la sua indignazione alla figlia del presidente turco Sümeyye Erdogan Bayraktar che accoglie i connazionali della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria e politica che la notte del primo ottobre è stata fermata dalla marina militare israeliana a poche miglia dalla Striscia di Gaza.
«Greta Thunberg è sana e salva e sta per essere portata in Israele» si era affrettato ad assicurare sui social il ministero degli Esteri israeliano subito dopo l’abbordaggio dell’ammiraglia Alma su cui viaggiava insieme con il brasiliano Thiago Ávila, l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau e Mandla Mandela, nipote di Nelson. Un video mostrava l’ambientalista tranquilla, seduta vicino ad un soldato che le porgeva con gentilezza una bottiglietta d’acqua aiutandola persino ad infilarsi una giacchetta bianca. La ragazza, 22 anni, conosceva il repertorio. Lo scorso 7 giugno era già stata arrestata mentre veleggiava verso Gaza sulla Madleen finendo per essere espulsa con il divieto di entrare in Israele per i prossimi cento anni.
