Da cento giorni Kean, Leonardo, Francesca, Lorenzo e Gregorio si trovano in una stanza d’ospedale. Sono tutti adolescenti, tre di loro frequentano la stessa scuola, il liceo Virgilio di Milano. L’incendio di Capodanno di Crans-Montana, in Svizzera, ha stravolto le loro vite. Si trovavano al locale Le Constellation per festeggiare il nuovo anno. Il fuoco e il fumo hanno danneggiato la loro pelle, i loro polmoni. Sono 41 le vittime del rogo (sei gli italiani, compresi i milanesi Chiara Costanzo e Achille Barosi), oltre 150 i feriti. I cinque ragazzi tuttora ricoverati al Niguarda sono tra i più gravi.
Arrivati dalla Svizzera all’Italia nei primi giorni di gennaio grazie a un ponte aereo realizzato con gli elicotteri dell’agenzia regionale Areu, alcuni hanno trascorso un periodo di degenza nella terapia intensiva diretta da Giampaolo Casella. Il Niguarda di Milano è arrivato a prendersi cura di 12 feriti, nelle settimane successive all’incendio. Poi, le prime dimissioni. Oggi quattro ragazzi si trovano nel reparto Grandi ustionati di Franz Baruffaldi Preis, il quinto è invece ricoverato in Pneumologia per problemi ai polmoni causati dai fumi tossici che si sono sprigionati durante il rogo.
I ragazzi, come raccontato dai medici, pur essendo in stanze diverse sono in continuo contatto tra di loro grazie a una chat comune. La sala d’aspetto del reparto Grandi ustionati è ormai uno spazio di ritrovo per le loro famiglie. Ogni giorno i feriti devono sottoporsi a sedute di fisioterapia, a continue medicazioni delle ustioni, procedimento che può durare anche due ore. E continuano anche gli interventi chirurgici, sempre molto delicati, per rimediare ai danni che le fiamme hanno lasciato sul loro corpo.
