Volano alto persino col nome. Li hanno ribattezzati «Giò e Giulia», in onore dell’architetto Ponti che firmò il Pirellone di Milano e di sua moglie, la signora Vimercati, ma per la coppia di falchi pellegrini che da dodici anni hanno preso casa sul tetto di quello che una volta fu il grattacielo più grande d’Europa i traguardi non si fermano qui. Dall’alto dei 125 metri del loro «attico» e, più ancora, dei loro 25 mila follower su Facebook, c’è chi giura che siano gli inquilini più celebri del palazzo sede del Consiglio regionale della Lombardia. Di sicuro sono i più osservati, a giudicare dalla webcam che, orwelliana, ne scruta e documenta in ogni momento la routine.
Era il 2014 quando un tecnico manutentore della Regione si accorse della presenza di mamma, papà e dei primi pulcini, appostatisi dietro un condizionatore; ora, con la schiusa dal giorno di Pasquetta di tre delle quattro nuove uova, mentre il quarto si è schiuso venerdì mattina, i piccoli «pulli» sono aumentati ancora. «Ora sono 34», sancisce Guido Pinoli, tecnico faunistico di Regione Lombardia che per primo identificò i due esemplari e ornitologo di «Selvatica Milano», progetto nato con l’intento di raccogliere e condividere le informazioni sulla presenza di fauna allo stato brado nel capoluogo lombardo.
