Un capro espiatorio perfetto. Youssef Siher è tutto quello che la destra italiana cercava: un volto, un nome e soprattutto una storia da appiccicare alle vetrine spaccate di Milano.
Così il problema non è più una generazione che scende in piazza perché sente di non avere un futuro. Diventa un atto violento da reprimere e da trasformare nel simbolo di ciò che, secondo questa narrazione, non funziona in Italia: l’integrazione, specie se ha un cognome arabo ed è islamico.
Oggi Scanner parte da qui.
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