L’eliminazione dal mondiale del 2018 ci aveva fatto rassegnare a una nazionale vuota e senz’anima, che sembrava inesorabilmente sprofondare nell’oblio. Il mondiale del 2006 era diventato il punto più remoto della memoria dove rifugiarci dalla delusione più cocente degli ultimi 70 anni.
Mai delusione è stata più cocente, ma soprattutto mai ci siamo sentiti traditi così dall’unica cosa che nei momenti più difficili ci ha sempre aiutato a essere più uniti. Sono successe tante cose in 3 anni, cose che ci hanno inevitabilmente allontanati dal calcio
e quasi non ci siamo accorti di quello che stava per accadere con il loro arrivo.
L’Italia, per rinascere, si era affidata a tutto quello che serve
nel momento del bisogno: il sostegno degli amici, di quegli amici
che insieme ci avevano fatto già vedere come si fa a scrivere una favola gettando oltre l’ostacolo, l’unica arma per sovvertire ogni pronostico: il cuore.
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