"Noi abbiamo un mondo che è impazzito, all’interno del quale il nostro dovere è garantire che questa nazione, qualunque cosa possa succedere e che non succederà mai, sia in grado di difendersi perché ci sono persone che si preparano ad ogni scenario possibile". Le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto sono gravi e fanno riflettere. Non è un caso che le abbia pronunciate all’Aquila, in occasione della cerimonia per i 165 anni dell’Esercito.
Sono tempi in cui si discute della difesa europea autonoma, di un esercito europeo per rafforzare la sicurezza e la deterrenza del vecchio continente, riducendo la dipendenza dalla Nato e dagli Stati Uniti anche con una industria bellica indipendente, come ha già iniziato a fare la Germania.
Ne ha parlato la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, "siamo nell’era del riarmo", così come il presidente francese Emmanuel Macron: "Per essere temuti bisogna essere potenti".
Ma Crosetto si riferisce alla nostra "nazione" chiedendosi "come possa difendersi". "Io non considero la sicurezza e la difesa un costo inutile, lo considero il pre-requisito per l’esistenza di una nazione" ha continuato Crosetto. Parlando del lavoro che i militari svolgono con spirito di grande abnegazione e sacrifico nel mondo, il ministro Crosetto ha aggiunto: "Prima parlavamo con il capo di Stato Maggiore
della Marina e della Difesa delle navi che dovranno andare ad Hormuz – ha aggiunto -. Ci saranno delle persone che oggi pensavano di stare a casa che saranno imbarcate e andranno a migliaia di chilometri di distanza e le loro famiglie lo sapranno magari domani mattina. E vanno lì non per difendere se stessi o per fare una manifestazione di potenza, ma per cercare di far sì che quando andiamo alla pompa di benzina il
carburante non arrivi a tre euro o per far sì che nelle nostre case non arrivi una crisi economica di cui non abbiamo bisogno".
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