Al processo per l’omicidio della 33enne di Terno d’Isola i familiari e il fidanzato Sergio Ruocco hanno raccontato il loro dolore. L’avvocato Scudieri: «Sharon ha subito un altro sfregio»
Redazione Bergamo / CorriereTv
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Il processo per l’omicidio di Sharon Verzeni è il giorno del dolore dei familiari. I genitori, i fratelli e il fidanzato Sergio Ruocco hanno parlato davanti alla Corte d’Assise, prima che prendesse la parola l’imputato Moussa Sangare per tornare a ritrattare la sua confessione. Fra contraddizioni e domande rimaste senza risposta, sostiene di essere stato un semplice testimone di ciò che avvenne il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola. All’uscita il padre della vittima, Bruno Verzeni, ha chiesto di nuovo giustizia: «Aveva l’occasione per confessare e chiedere scusa e invece abbiamo constatato che non prova nessun rimorso e questo ci fa molto male». Ad assistere i familiari l’avvocato Luigi Scudieri: «Credo che Sharon abbia subito un altro sfregio».
