La strage di via D’Amelio, «due mesi dopo quella di Capaci, ha segnato in profondità la coscienza del Paese. Rappresentò il culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani». Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio, l’autobomba che il 19 luglio 1992 uccise il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino e 5 agenti di scorta. Nel ricordare, la premier Meloni pubblica un post in cui condivide perché quella data, 19 luglio, segna «anche la mia vita»: «È da quel giorno che ho deciso di impegnarmi in politica: ricordo nitidamente l’immagine di un luglio caldo, torrido, vedendo quella devastazione ho pensato che non si potesse rimanere indifferenti».