Il progetto per rendere un lembo di costa sarda un paradiso per ricchi “con contributo governativo”

di Furio Piccione

Il progetto per rendere un lembo di costa sarda un paradiso per ricchi “con contributo governativo”

| mercoledì 24 Giugno 2026 - 14:59

«Immaginiamo un luogo dove lusso e natura convivono in armonia». Immaginiamolo. Ma alle parole di Alberto Biancu, sardo, 39 anni, capocordata del progetto Tavolara Bay, manca il terzo elemento: i soldi. Lusso, natura e soldi creano una sinfonia per chi vuole trasformare uno splendido lembo di costa sarda in un paradiso vacanziero esclusivo con ville da 13 mila euro al metro quadro, hotel a 5 stelle e spiagge private. Ne ha scritto Gian Antonio Stella il 10 giugno. Ma chi mette i capitali? Da dove vengono? E quella strana clausola su un possibile contributo economico del governo italiano?
Ecco gli investitori: quattro italiani (13%) e il gruppo turistico-immobiliare brasiliano Jhsf di Josè Auriemo Neto (44%) al controllo congiunto con la holding lussemburghese Csfg Re Europe (43%). Quest’ultima è posseduta da ricchissime famiglie e manager che diversificano i loro portafogli attraverso società o trust alle Isole Vergini, Malta, Bahamas, Delaware. Nomi e cognomi emergono dalle carte che abbiamo consultato. Tutti fanno affidamento anche su un «contributo governativo» italiano, come testualmente si legge nei documenti contrattuali.
Alt un attimo: contributo governativo, cioè pubblico? A favore di un progetto in cui investono molti miliardari stranieri che poi incasseranno gli utili in paradisi fiscali? Quindi dopo aver ottenuto le autorizzazioni a trasformare un promontorio gioiello della Gallura in una “location vip esclusiva”, li aiuteremmo economicamente a costruire ville, alberghi e campi da golf?

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