Chi c’è stato ricorderà le pareti blu, i piatti «nostalgia» come il cocktail di gamberi, i vassoi di crudi, i fenomenali tubetti scamorza, patate e totani. Un’oasi d’ispirazione anni Ottanta dedicata alla cucina di mare: questo è «Polpo – semplicemente pesce», la trattoria aperta appena due anni fa dalla chef di origini salernitane Viviana Varese in via Melzo, a Milano, con la socia indiana Ritu Dalmia. Ebbene, dal 22 dicembre «Polpo» non ci sarà più: in quello spazio prenderanno vita altri progetti.
Viviana Varese, perché «Polpo» chiude?
«Non chiude perché non funziona, vorrei precisarlo. Chiude perché la proprietaria della licenza, la mia socia Ritu Dalmia, dalla quale io ero in affitto, ha ricevuto una buona offerta e ha deciso di vendere. Io all’inizio ci sono rimasta male, poi mi sono detta che andava bene così: alla mia età (51, ndr) sono contenta di concentrarmi meglio sui due progetti che ho, "Faak" a Milano, bistrot di quartiere e mio laboratorio creativo, e il Passalacqua sul lago di Como, ristorante di alta cucina in un hotel meraviglioso». L’intervista continua su corriere.it
