Il tribunale di Roma ha accolto l’azione promossa da Movimento Consumatori contro Netflix Italia, accertando la vessatorietà, e di conseguenza la nullità, delle clausole che consentivano la modifica del prezzo degli abbonamenti e di altre condizioni contrattuali dal 2017 a gennaio 2024. Queste clausole, in violazione del Codice del consumo, consentivano modifiche senza indicare nel contratto un giustificato motivo. Di conseguenza, sono stati dichiarati illegittimi gli aumenti unilaterali degli abbonamenti applicati da Netflix negli anni 2017, 2019, 2021 e novembre 2024. Fanno eccezione gli aumenti relativi a contratti stipulati successivamente al gennaio 2024.
